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Diga di Genova, scoppia il caso “bollino militare”. L’opposizione insorge


Pastorino (PD): “Opera strategica per il porto, non per la NATO”. M5S: “Genova rischia di diventare un obiettivo militare”. Ghio (PD): «Scelta inaccettabile e folle»

Crescono le polemiche intorno alla diga foranea del porto di Genova, dopo le parole del subcommissario Carlo De Simone che ha ipotizzato un potenziale utilizzo militare dell’opera «per lo sbarco di portaerei e truppe». A scatenare le reazioni dell’opposizione è anche un emendamento al DL Infrastrutture, approvato dalla maggioranza, che semplifica le procedure per opere di interesse per la Difesa nazionale. Un passaggio normativo che, secondo il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, potrebbe aprire la strada a una militarizzazione forzata della grande infrastruttura portuale.

Luca Pastorino, deputato PD, ha espresso in Commissione Trasporti alla Camera la sua “forte preoccupazione” per le dichiarazioni del subcommissario e per il comportamento ambiguo del viceministro Edoardo Rixi, che avrebbe prima confermato e poi ritrattato l’ipotesi militare. Pastorino ha sottolineato che “la diga di Genova deve restare esclusivamente funzionale al suo porto e non diventare un sito di interesse strategico militare”, chiedendo al governo un chiarimento immediato.

Sulla stessa linea Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo PD alla Camera e componente della Commissione Trasporti: “Siamo davanti a una scelta inaccettabile e folle. Non si decide a colpi di emendamento di convertire opere civili in strutture belliche”. Secondo Ghio, questa strategia mira solo a raggiungere l’obiettivo del 5% del PIL in spese militari imposto dalla NATO, scaricandone però i rischi e le conseguenze sulle città. “Davvero il Governo vuole destinare la diga a scopi bellici? Sarebbe una forzatura che mette a rischio l’intero territorio”, ha dichiarato.

A rincarare la dose sono Roberto Traversi e Luca Pirondini del Movimento 5 Stelle, che definiscono la classificazione militare della diga un tentativo surreale e pericoloso: “Con questa logica si trasforma Genova in un obiettivo sensibile dal punto di vista militare. È l’ennesima dimostrazione dell’ossessione della premier per il riarmo”. I due parlamentari annunciano la presentazione di un’interrogazione per fare luce sulla questione.

Tra le righe, l’intero fronte progressista chiede trasparenza e chiarezza da parte dell’esecutivo, e ribadisce che la nuova diga deve rimanere un’opera al servizio del porto e dello sviluppo economico della città, non uno strumento per truccare i conti della spesa militare.


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